Diventa ciò che sei

Étretat, Francia

Ieri, dopo una chiamata con la mia famiglia, una frase di mia madre mi è rimasta impressa. Così ho deciso di scriverne nel diario.
Questa è solo una parte, ma penso possa essere utile anche ad altri.

Di recente ho lavorato per un amico di famiglia. Quando ho finito, lui ha chiamato mia madre per ringraziarla.

Poi lei mi ha telefonato e inizia così: “Mi ha detto che hai fatto un ottimo lavoro, ma anche che sei un po’ timida… però io non credo che tu sia timida, secondo me sei semplicemente una persona riservata.”

In quel momento l’ho interrotta e le ho risposto: “Sono semplicemente me stessa. Che senso ha darle un’etichetta?”

Quella risposta è venuta fuori senza pensarci troppo, ma mi ha fatto riflettere su quanto spesso lasciamo che le etichette – date dagli altri o da noi stessi – influenzino il modo in cui ci vediamo.

Non siamo “quelli intelligenti”, “quelli timidi”, o “quelli affidabili” solo perché qualcuno, una volta, ci ha chiamati così.
Queste non sono verità assolute. Sono solo parole, spesso dette per semplificare. Per capirsi meglio, magari. Ma restano limitate.

Certo, a volte le etichette possono essere utili: ci danno un punto di partenza, una struttura.

Ma il rischio è che iniziamo a crederci davvero.
E una volta che ci credi, inizi a comportarti come se fossi davvero solo quella cosa lì. Dentro quei confini.

La verità, però, è che non siamo il nostro passato.
E non dobbiamo per forza portarci addosso tutte le definizioni che ci sono state date.

Possiamo cambiare. Possiamo crescere. Possiamo smettere di identificarci con ruoli che non ci appartengono più.

Nietzsche, il mio amato Nietzsche, scrisse: “Diventa ciò che sei.” Non è un invito ad accettarsi e basta.
È un richiamo alla trasformazione, alla possibilità di evolversi.
È la consapevolezza che siamo sempre in divenire. E che possiamo scegliere in chi vogliamo diventare.

Quando lasciamo andare etichette come “troppo”, “non abbastanza”, o qualunque altra definizione che ci stringe, facciamo spazio.

Spazio per migliorarci, per conoscerci davvero, per diventare liberi.

Ti lascio con una domanda, se ti va:
Quali etichette stai ancora portando con te che non ti servono più?
E cosa potresti fare per lasciarle andare?